La semina del cambiamento
Sport21 Italia nasce come movimento, non solo come associazione. Fin dal principio ha dato voce e spazio alle persone con disabilità intellettive e relazionali, non per “includerle”, ma per riconoscerle come atleti, cittadini e persone con valore. L’associazione ha unito sport, impegno sociale e rete territoriale, costruendo relazioni con società sportive, enti e fondazioni che condividono una visione comune: un’Italia più giusta, aperta e capace di guardare oltre la disabilità.
Eventi come gli Adria Inclusive Games, estivi e invernali, hanno acceso questa scintilla: manifestazioni dove l’inclusione diventa cultura, competizione e crescita condivisa.
Da movimento sportivo a motore culturale
Per generazioni intere, le persone con disabilità intellettivo-relazionali sono state considerate fragili, assistenziali, invisibili. Prima escluse, poi integrate, infine incluse, ma quasi sempre raccontate come “qualcosa da aiutare” e mai come protagoniste dal valore pieno.
Oggi Sport21 Italia vuole cambiare questa storia, riscriverla e capovolgere il paradigma: non più una società che “accoglie” chi è diverso, ma una società che riconosce chi vale, sempre e ovunque.
La rivoluzione identitaria iniziata nello sport diventa una rivoluzione sociale e culturale.
Cambia il modo di guardare alle persone con disabilità intellettive e relazionali: non più utenti da assistere, ma cittadini competenti, con capacità, talenti e un potenziale che aspetta solo di essere liberato. Questa rivoluzione cambia le parole, i ruoli e le aspettative: da fragilità a talento, da mancanza a competenze, da limite a possibilità, da etichetta a identità.
È una trasformazione culturale che riguarda scuole, famiglie, istituzioni, media, imprese e società civile. E tutto parte da una domanda semplice e potente:
Che cosa succede quando il mondo vede il valore, e non la condizione?